Raccontare la storia della Kharina è raccontare una grande parte della mia vita e poche righe non potranno bastare.

È nata il 5 maggio del1990 e siamo insieme dal 1993. Il cavallo arabo era il mio sogno e lei è stata più di un sogno, è stata una realtà meravigliosa.

L”ho montata solo io, insieme siamo cresciute con tutti i nostri difetti ma lei tollerava me ed io lei. Insieme abbiamo attraverso tutta l’Italia, insieme abbiamo faticato, sofferto, ci siamo fatte male, ma sempre rispettandoci e sempre fidandoci l’una dell’altra.

Eravamo probabilmente buffe agli occhi di alcuni cavalieri sicuramente più esperti e probabilmente abbiamo fatto innervosire molti con il nostro continuo trottare ma quella era la sua andatura, molti avrebbe scosso il capo quando le permettevo di mangiare erba mentre camminava ma sapevo che ne aveva bisogno e le davo i suoi tempi. Comunque abbiamo percorso gli stessi sentieri degli altri e fatto gli stessi chilometri anzi forse anche di più!

Lei era una capobranco, anche in trekking con 100 cavalli a tappa tentava di accettarsi che tutti fossero presenti e li chiamava! E a casa fino a che tutti non erano al loro posto non mangiava.

Era ed è una “schizzata”, un rumore, un movimento improvviso, un oggetto nuovo ancora le fanno fare salti e scarti improvvisi.

Con lei non potevi mai rilassarti fino in fondo ma non ti avrebbe mai messo in pericolo, dovevi fidarti ciecamente e ci avrebbe pensato lei. E quando il gioco si faceva duro lei cominciava a giocare!

Ora sua invecchiate entrambe ( lei meglio di me) a quasi 31 anni ha i suoi acciacchi ed ha perduto la leadership ma è sempre la Kharina con tutte le sue paturnie, i suoi vizi e la sua dolcezza.

Ed io la amo per tutto quello che mi ha dato.

 

Lorena Canossa, 25 marzo 2021

Una info al volo?